Da Lo Schermo:

LUCCA – “Basta all’immigrazione incontrollata.” Matteo Garzella, candidato sindaco della lista civica “Lucca, avanti tutta!” ha le idee chiare: “basta con questo modo assurdo di intendere l’accoglienza, in luoghi non adatti e indecorosi, basta con questa moderna tratta degli schiavi.” La presenza di stranieri in città è ovviamente un tema caldo con cui la politica non può non fare i conti “un sindaco che sia veramente una guida dei suoi concittadini ha il dovere di governare, per quanto possibile, questi eventi, non di farsi governare, ha commentato Garzella “io mi impegno fin da ora a non continuare a mortificare la città ed i lucchesi, continuando la visione di accoglienza che la storia ci riconosce, ma impedendo che una distorta o interessata idea di apertura indiscriminata porti a renderci egoisti e a chiuderci solamente perché qualcuno ha fatto scelte sbagliate.

Se da un lato è una scelta obbligata accogliere queste persone” incalza il candidato sindaco di “Lucca, avanti tutta!” “non è obbligato farlo senza uno spirito critico che possa aiutare la loro eventuale integrazione senza stravolgere o indebolire il tessuto sociale della nostra città. Basta quindi con l’offerta di abitazioni e strutture che possano accogliere i migranti senza che queste abbiano le destinazioni urbanistiche necessarie al riconoscimento di servizio e non a quello di residenza o ricettività. Non è possibile accettare un enorme numero di “ospiti” se non si ha la capacità e la possibilità di farlo degnamente creando di fatto una categoria di nullafacenti, dediti all’accattonaggio.

L’accoglienza non deve esser più vista come un modo per fare soldi, accogliere non deve essere solo un business, una moderna tratta degli schiavi”. La soluzione? Per Matteo Garzella la chiave di volta è il controllo del territorio anche passando dall’Urbanistica, materia che secondo il candidato sindaco non può essere messa in gioco solamente quando si tratta di cementare il territorio. “Gli sforzi devono essere fatti per favorire ancor di più interscambio di culture che, in ogni caso, deve avere come riferimento centrale la nostra identità e le nostre tradizioni” ha concluso Garzella.

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