Siamo presenti al Mercato di via delle Tagliate per parlare con la gente, per ripartire dal dialogo e dall’ascolto. Oggi pomeriggio saremo presenti con il nostro gazebo in via Fillungo davanti alla chiesa di San Cristoforo e domani pomeriggio in Via Beccheria. Venite a trovarci! Lucca, avanti tutta! Scriviamo insieme il futuro.
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Garzella, la sua decisione di entrare personalmente in politica sembrava un fuoco di paglia, è diventato, al contrario, un incendio vero e proprio.
Io sono stato coerente con le mie decisioni iniziali senza fare un passo indietro. Con spirito di servizio e con l’unico obiettivo di migliorare la città.
A sinistra l’hanno considerata un traditore?
Beh non credo, io mi sono comportato più coerentemente rispetto a tanti altri che criticavano il sindaco uscente, ma che, poi, lo hanno seguito.
Addirittura appoggiato.
E appoggiato, addirittura, rimangiandosi le critiche che da anni gli venivano rivolte.
Si aspettava che qualche dirigente del suo ex partito la seguisse nella candidatura a sindaco?
Tanto in questi anni quanto attualmente non sono mai stato a guardare cosa pensasse la classe dirigente del partito democratico. Il mio è un percorso trasversale che mira a coinvolgere cittadini ed elettori che non si sono mai dedicati alla politica, ma che hanno la possibilità di portare un grande contributo allo sviluppo del territorio appoggiando il mio progetto.
In che cosa consiste, in poche parole, questo suo disegno per Lucca?
Io parto dal presupposto che in cinque anni di questa amministrazione Lucca è peggiorata sotto vari punti di vista.
Se lo dice lei che ne ha fatto parte, vuol dire che c’è da crederci…
Beh sì, anche se tengo a sottolineare che una cosa è la gestione amministrativa dell’ente e altra cosa la gestione del consiglio comunale che è stato, poi, il mio ruolo in questi anni. Tornando al mio progetto, io intendo ripartire dai bisogni concreti dei cittadini ascoltandoli prima di tutto, come sto facendo in queste settimane, visitando le varie frazioni del territorio e risolvendo i problemi con concretezza, determinazione e coraggio. Tre ingredienti che sono mancati all’attuale amministrazione e che hanno fatto arretrare la nostra città.
Perché sono mancati a Tambellini e alla sua giunta secondo lei?
La questione è che, secondo me, un amministratore pubblico deve avere questi ingredienti, tutti e tre insieme: o ce li ha o non ce li ha. Uno non si può inventare coraggioso, determinato e concreto.
Prima cosa che farebbe qualora fosse eletto sindaco?
I cittadini domandano tre cose: una maggiore sicurezza, la ricerca di un lavoro e combattere il degrado sul territorio. Questi sono i tre punti cardine del programma con il quale mi presenterò ai cittadini e che voglio affrontare. Dal punto di vista sicurezza i cittadini lamentano la mancanza di un presidio da parte del comune. I territori sono abbandonati a se stessi, alcune ricette per superare questa criticità sono quelle di un maggior pattugliamento del territorio da parte della polizia municipale in sinergia con le altre forze dell’ordine e ritengo che molte aree del territorio percepite come pericolose vadano assolutamente curate attraverso, anche, interventi come la pubblica illuminazione. Per il lavoro, è mia intenzione istituire un assessorato al lavoro e all’occupazione. Generalmente si pensa che il comune abbia poco a che fare con questa tematica, ma non è così. L’assessorato avrà il compito di coordinare in maniera migliore gli enti e gli istituti che sul territorio si occupano di queste tematiche, di favorire percorsi di formazione attraverso l’apporto delle aziende, destinati a giovani e disoccupati. Per quel che concerne il degrado, abbiamo delle periferie che sono abbandonate a se stesse. Le persone chiedono un maggior decoro anche attraverso piccoli interventi legati alla visibilità come marciapiedi, parchi pubblici, pulizia e manutenzione delle strade.
Tendopoli a S. Anna: la allarghiamo?
No assolutamente. E’ l’emblema di come il sindaco uscente sia stato troppo accondiscendente nei confronti del prefetto Cagliostro. Io credo che un sindaco debba prima pensare alla propria comunità poi valutare se, come e in che modo accogliere i richiedenti asilo.
Anche l’assessore Sichi, però, deve averci messo un bel carico da undici…
Io credo che, oltre al sindaco, anche la giunta sia corresponsabile della situazione attuale.
Sono tanti?
Cosa sono tanti?
I soldi che ha speso per i cartelloni pubblicitari con la sua immagine che tappezzano l’intera città?
Non più di tanto.
E’ vero che glieli ha dati Piero Angelini?
Assolutamente no.
E’ indubbio, però, che Angelini la stia appoggiando sia pure sotto il profilo esclusivamente politico e verbale.
Sono orgoglioso che Piero Angelini mi sostenga. Evidentemente vedendo nella mia candidatura l’unica vera alternativa.
Beh, non è che Angelini abbia mai dissimulato la propria avversione verso Tambellini.
Io credo che Angelini, come me, dia un giudizio critico verso l’operato del sindaco uscente.
Quando presenterà la lista?
In parte è già stata fatta e per il resto sarà completata nei prossimi giorni.
Qualche nome?
Non mi vorrei tanto soffermare sui nomi dei singoli, io ho puntato a fare una squadra di qualità, di persone comuni accomunate dall’amore verso la nostra città.
Sia sincero: spera di farcela a essere uno dei due pretendenti che si contenderanno, al ballottaggio, la vittoria finale?
Il mio obiettivo è proprio questo.
Ambizioso senza dubbio. In caso di insuccesso, chi appoggerebbe tra Tambellini e Santini?
Io non appoggerò nessuno. In tal caso tutti liberi di fare lo sbaglio che meglio credono.
Ha avuto contatti con gli altri candidati?
No. Come ho annunciato all’inizio del mio percorso, sono contro gli inciuci e vado avanti con il mio progetto.
Chi sono i suoi sponsor politici oltre ad Angelini?
Io non ho sponsor politici. In questo momento sono fiero di avere il sostegno di Piero Angelini.
Le ha posto condizioni?
Assolutamente no.
Cosa non condivide del candidato Santini?
Non condivido come è nato il suo progetto, lo dico nel più assoluto rispetto della persona. Si è proposto come candidato civico quando, poi, aveva in realtà il beneplacito dei partiti.
Un po’ ipocrita secondo lei?
In questa circostanza ha abbandonato le vesti del giornalista per indossare, alla perfezione, quelle del politico che dice una cosa per poi farne un’altra.
Terz’ultima domanda: se al ballottaggio dovesse essere questione di vita e di morte per Tambellini e le arrivasse una telefonata del senatore Marcucci che le chiede di appoggiare Tambellini per non far vincere la destra a Lucca, lei, cosa risponderebbe?
Risponderei in coerenza con quanto ho fatto fino a questo momento, denunciando gli inciuci che hanno svenduto Lucca a Firenze e alla Garfagnana in cambio di una ricandidatura del sindaco uscente.
Cosa c’entra la Garfagnana?
Mi riferisco alle decisioni, che per la prima volta nella storia della nostra città, sono influenzate in maniera determinante dal Pd fiorentino e dal senatore Marcucci.
G7: una cazzata per Lucca?
Credo di sì, in quanto è stata più che altro una vetrina per Marcucci e per Tambellini, alle spalle della città. Aver tolto la libertà di movimento oltre che di lavoro ai cittadini per un presunto ritorno di immagine internazionale che io credo non ci sia stato, è stato un errore.
Secondo lei, la scesa in campo dell’ex periana Buonriposi, che senso ha avuto?
Si tratta a mio avviso di una operazione politica orchestrata da Andrea Marcucci con l’evidente intento di agevolare la corsa del sindaco uscente.
Sabato 8 aprile ore 13.00 presso wine-bar Clico DiVino in Via Michele Rosi (Porta dei Borghi) Matteo Garzella presenta i nuovi Candidati al Consiglio comunale per “Lucca, avanti tutta!”
Quello a cui si assiste in questi giorni è uno spettacolo imbarazzante e indegno per la nostra città, che vede protagonista il Sindaco Tambellini, il quale prima dice che si ricandida poi intreccia trattative su poltrone e posti in lista, relegando in un angolo un partito che ricomincia ad avere, seppur tardivamente, un leader nella figura del bravo Stefano Bruzzesi. Peccato che ormai sia tardi, perchè mesi di assenza di Marcucci, di Baccelli e di una segreteria provinciale hanno ingigantito la già notevole superbia del sindaco e dei suoi centurioni.
Sembra che Tambellini, intanto, tratti, oltre che col Pd, anche con Tagliasacchi.
Si tratta di una politica fatta di accordi e inciuci, una politica dalla quale intendo prendere nettamente le distanze perchè è lontana dall’interesse dei lucchesi e dalle loro istanze. Siamo alla totale autoreferenzialità della politica, il contrario esatto di quello che è invece il mio percorso, partito fin da subito tra la gente e per la gente.
Via del Fosso diventi la “via dell’arte e dell’artigianato” – la mia proposta guarda sia al settore delle attività produttive che allo sviluppo turistico e culturale – oltre all’importanza di sostenere attività produttive, il progetto avrebbe anche una grande valenza dal punto di vista della promozione del nostro territorio, perché l’artigianato e le stesse botteghe artigiane potrebbero diventare elemento di attrazione per i visitatori della nostra città”. In pratica si tratterebbe di incentivare e favorire il ripopolamento del tratto dell’antica strada compresa tra la Madonna dello Stellario e porta San Jacopo, un tempo importantissima dal punto di vista economico per la presenza di botteghe artigiane che tessevano, tinteggiavano e lavoravano la seta. Sono molti i fondi ad oggi sfitti presenti nell’area.
Già Confartigianato nel 2007 aveva suggerito interventi che promuovessero la collocazione in tali fondi di botteghe di artigiani o di artigianato artistico e tradizionale e laboratori di artisti. Certo, in molti casi, è necessaria una modifica al piano delle funzioni per rendere i locali utilizzabili con queste finalità ma è assolutamente possibile farlo e la prossima amministrazione dovrebbe lavorarci fin dal suo insediamento. Inoltre per fare rivivere questa porzione del centro storico il Comune dovrebbe creare incentivi, come ad esempio la compartecipazione al pagamento di una parte consistente dell’affitto dei locali per tutti gli artigiani e gli artisti che si impegnano a tenere attivi i propri laboratori per almeno due anni.
Prosegue il mio lavoro di incontro e di condivisione con la comunità, le categorie, i cittadini lucchesi e questo gli permette di poter parlare di contenuti, proposte programmatiche utili al percorso verso le amministrative 2017. Anche in questo progetto per via del Fosso è importante la collaborazione con le associazioni di categoria dell’artigianato. A loro potrebbe essere affidata, oltre alla promozione delle opportunità messe in campo dal Comune, la verifica della rispondenza dei richiedenti ai criteri indicati per ottenere i contributi, come quello di svolgere antichi mestieri un tempo molto diffusi nel centro storico: argentieri, doratori, intarsiatori, tornitori, tessiture, legatorie, ecc.
Ho ben chiara anche la valenza turistico-culturale di questa progettualità su via del Fosso: Nell’accordo potrebbe essere inserita la richiesta di rendere le botteghe visitabili, in modo da far toccare con mano le modalità di lavorazione dei vari prodotti, attirando soprattutto i turisti alla scoperta delle nostre tradizioni ed eccellenze. I laboratori potrebbero rimanere aperti almeno un fine settimana al mese. La Regione Toscana, secondo me, dovrebbe essere coinvolta al fine di valorizzare le botteghe artigiane così come fa per i centri commerciali naturali.
Il 3 agosto 1865 veniva celebrata la prima seduta del Consiglio comunale di Lucca. Dal 2014, su iniziativa del presidente Matteo Garzella, questo importante avvenimento per la storia politico-amministrativa di Lucca viene ricordato attraverso iniziative di riflessione sul ruolo e sulle funzioni dell’assemblea elettiva cittadina, con l’intento di avvicinare maggiormente la cittadinanza all’organo consiliare del Comune. L’edizione 2016 del compleanno del Consiglio, essendo questo l’anno del 70° anniversario della Repubblica, sarà dedicata all’analisi del periodo storico compreso tra la Liberazione e i nostri giorni, attraverso il racconto diretto degli amministratori del passato e la memoria di alcuni protagonisti del Consiglio scomparsi negli ultimi anni.
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