L’intervista da: La Gazzetta di Lucca
Garzella, la sua decisione di entrare personalmente in politica sembrava un fuoco di paglia, è diventato, al contrario, un incendio vero e proprio.
Io sono stato coerente con le mie decisioni iniziali senza fare un passo indietro. Con spirito di servizio e con l’unico obiettivo di migliorare la città.
A sinistra l’hanno considerata un traditore?
Beh non credo, io mi sono comportato più coerentemente rispetto a tanti altri che criticavano il sindaco uscente, ma che, poi, lo hanno seguito.
Addirittura appoggiato.
E appoggiato, addirittura, rimangiandosi le critiche che da anni gli venivano rivolte.
Si aspettava che qualche dirigente del suo ex partito la seguisse nella candidatura a sindaco?
Tanto in questi anni quanto attualmente non sono mai stato a guardare cosa pensasse la classe dirigente del partito democratico. Il mio è un percorso trasversale che mira a coinvolgere cittadini ed elettori che non si sono mai dedicati alla politica, ma che hanno la possibilità di portare un grande contributo allo sviluppo del territorio appoggiando il mio progetto.
In che cosa consiste, in poche parole, questo suo disegno per Lucca?
Io parto dal presupposto che in cinque anni di questa amministrazione Lucca è peggiorata sotto vari punti di vista.
Se lo dice lei che ne ha fatto parte, vuol dire che c’è da crederci…
Beh sì, anche se tengo a sottolineare che una cosa è la gestione amministrativa dell’ente e altra cosa la gestione del consiglio comunale che è stato, poi, il mio ruolo in questi anni. Tornando al mio progetto, io intendo ripartire dai bisogni concreti dei cittadini ascoltandoli prima di tutto, come sto facendo in queste settimane, visitando le varie frazioni del territorio e risolvendo i problemi con concretezza, determinazione e coraggio. Tre ingredienti che sono mancati all’attuale amministrazione e che hanno fatto arretrare la nostra città.
Perché sono mancati a Tambellini e alla sua giunta secondo lei?
La questione è che, secondo me, un amministratore pubblico deve avere questi ingredienti, tutti e tre insieme: o ce li ha o non ce li ha. Uno non si può inventare coraggioso, determinato e concreto.
Prima cosa che farebbe qualora fosse eletto sindaco?
I cittadini domandano tre cose: una maggiore sicurezza, la ricerca di un lavoro e combattere il degrado sul territorio. Questi sono i tre punti cardine del programma con il quale mi presenterò ai cittadini e che voglio affrontare. Dal punto di vista sicurezza i cittadini lamentano la mancanza di un presidio da parte del comune. I territori sono abbandonati a se stessi, alcune ricette per superare questa criticità sono quelle di un maggior pattugliamento del territorio da parte della polizia municipale in sinergia con le altre forze dell’ordine e ritengo che molte aree del territorio percepite come pericolose vadano assolutamente curate attraverso, anche, interventi come la pubblica illuminazione. Per il lavoro, è mia intenzione istituire un assessorato al lavoro e all’occupazione. Generalmente si pensa che il comune abbia poco a che fare con questa tematica, ma non è così. L’assessorato avrà il compito di coordinare in maniera migliore gli enti e gli istituti che sul territorio si occupano di queste tematiche, di favorire percorsi di formazione attraverso l’apporto delle aziende, destinati a giovani e disoccupati. Per quel che concerne il degrado, abbiamo delle periferie che sono abbandonate a se stesse. Le persone chiedono un maggior decoro anche attraverso piccoli interventi legati alla visibilità come marciapiedi, parchi pubblici, pulizia e manutenzione delle strade.
Tendopoli a S. Anna: la allarghiamo?
No assolutamente. E’ l’emblema di come il sindaco uscente sia stato troppo accondiscendente nei confronti del prefetto Cagliostro. Io credo che un sindaco debba prima pensare alla propria comunità poi valutare se, come e in che modo accogliere i richiedenti asilo.
Anche l’assessore Sichi, però, deve averci messo un bel carico da undici…
Io credo che, oltre al sindaco, anche la giunta sia corresponsabile della situazione attuale.
Sono tanti?
Cosa sono tanti?
I soldi che ha speso per i cartelloni pubblicitari con la sua immagine che tappezzano l’intera città?
Non più di tanto.
E’ vero che glieli ha dati Piero Angelini?
Assolutamente no.
E’ indubbio, però, che Angelini la stia appoggiando sia pure sotto il profilo esclusivamente politico e verbale.
Sono orgoglioso che Piero Angelini mi sostenga. Evidentemente vedendo nella mia candidatura l’unica vera alternativa.
Beh, non è che Angelini abbia mai dissimulato la propria avversione verso Tambellini.
Io credo che Angelini, come me, dia un giudizio critico verso l’operato del sindaco uscente.
Quando presenterà la lista?
In parte è già stata fatta e per il resto sarà completata nei prossimi giorni.
Qualche nome?
Non mi vorrei tanto soffermare sui nomi dei singoli, io ho puntato a fare una squadra di qualità, di persone comuni accomunate dall’amore verso la nostra città.
Sia sincero: spera di farcela a essere uno dei due pretendenti che si contenderanno, al ballottaggio, la vittoria finale?
Il mio obiettivo è proprio questo.
Ambizioso senza dubbio. In caso di insuccesso, chi appoggerebbe tra Tambellini e Santini?
Io non appoggerò nessuno. In tal caso tutti liberi di fare lo sbaglio che meglio credono.
Ha avuto contatti con gli altri candidati?
No. Come ho annunciato all’inizio del mio percorso, sono contro gli inciuci e vado avanti con il mio progetto.
Chi sono i suoi sponsor politici oltre ad Angelini?
Io non ho sponsor politici. In questo momento sono fiero di avere il sostegno di Piero Angelini.
Le ha posto condizioni?
Assolutamente no.
Cosa non condivide del candidato Santini?
Non condivido come è nato il suo progetto, lo dico nel più assoluto rispetto della persona. Si è proposto come candidato civico quando, poi, aveva in realtà il beneplacito dei partiti.
Un po’ ipocrita secondo lei?
In questa circostanza ha abbandonato le vesti del giornalista per indossare, alla perfezione, quelle del politico che dice una cosa per poi farne un’altra.
Terz’ultima domanda: se al ballottaggio dovesse essere questione di vita e di morte per Tambellini e le arrivasse una telefonata del senatore Marcucci che le chiede di appoggiare Tambellini per non far vincere la destra a Lucca, lei, cosa risponderebbe?
Risponderei in coerenza con quanto ho fatto fino a questo momento, denunciando gli inciuci che hanno svenduto Lucca a Firenze e alla Garfagnana in cambio di una ricandidatura del sindaco uscente.
Cosa c’entra la Garfagnana?
Mi riferisco alle decisioni, che per la prima volta nella storia della nostra città, sono influenzate in maniera determinante dal Pd fiorentino e dal senatore Marcucci.
G7: una cazzata per Lucca?
Credo di sì, in quanto è stata più che altro una vetrina per Marcucci e per Tambellini, alle spalle della città. Aver tolto la libertà di movimento oltre che di lavoro ai cittadini per un presunto ritorno di immagine internazionale che io credo non ci sia stato, è stato un errore.
Secondo lei, la scesa in campo dell’ex periana Buonriposi, che senso ha avuto?
Si tratta a mio avviso di una operazione politica orchestrata da Andrea Marcucci con l’evidente intento di agevolare la corsa del sindaco uscente.
