Da: Lo Schermo
LUCCA – “Questo gruppo dirigente non si merita la mia tessera. Sono loro che non sono più del Pd non io”. Così il candidato sindaco Matteo Garzella commenta la decisione del partito di non rinnovargli la tessera. “Il Pd di Firenze ha paura della mia candidatura e del fatto che sto raccogliendo adesioni intorno al cambiamento contro Tambellini, intorno a me un consenso ampio, civico e politico che spaventa. Il Pd di Firenze ha paura perché io sono l’unico in città che ho denunciato l’inciucio mesi prima che si manifestasse e la nostra città finisse in mano fiorentina. Il Pd di Firenze ha paura perché ho rivelato che si sono messi d’accordo perché il centro destra candidasse un candidato di comodo, ponendo Santini nella condizione di essere di fatto il candidato della Garfagnana e di Firenze. La conseguenza di questa paura è culminata nella decisione di non rinnovarmi la tessera del Pd. Un momento chiave che non pensavo arrivasse ma che invece è arrivato. Il segretario del mio circolo mi ha rifiutato la consegna della tessera sostenendo di essersi consultato con il commissario mandato a Lucca in cambio della svendita della città a Firenze. Lo ha fatto sollevando questioni di regolamenti. Il commissario avrebbe detto che la prossima settimana sarebbe venuto a Lucca per parlarmi della cosa, dimostrando un atto di paura e di terrore contro la mia candidatura perché sto rivelando il loro disegno di prendere il controllo della città. Dico al commissario di Firenze di non aspettarsi di incontrarmi la settimana prossima”.
Garzella attacca la classe dirigente del Pd cittadino: “Devo purtroppo constatare che la classe dirigente lucchese del Pd ha più somiglianze con il vecchio stalinismo e con il vecchio fascismo che con i valori del Pd. È la stessa classe dirigente che ha candidato l’uomo di fiducia di Rossi e come sappiamo Rossi ha deciso di riconsegnare la tessera, decidendo di fare la scissione. Quindi il candidato ufficiale del Pd di Lucca è il candidato contro il Pd. In questo quadro aggiungiamo che Remaschi ha dichiarato che Tambellini resta il candidato del Pd anche se Rossi non è più del Pd. Il segretario regionale Parrini, che ha espresso lo stesso commissario Bruzzesi, ha dichiarato che loro terranno in piedi la regione nonostante Rossi non sia più del Pd. Si sta creando un corto circuito, perché per Rossi non valgono i codici etici?”.
Garzella ribadisce la sua storia e il suo progetto: “Rimango una persona che crede nei valori del Pd. Questo atteggiamento dà ragione a chi come Emiliano ieri ha deciso di rimanere nel Pd come avrei fatto io, ma denunciando che c’è una parte della classe dirigente del Pd che ha lavorato per la scissione. Vado avanti sempre più convinto che il mio progetto sia l’unica proposta alternativa contro la consegna della città a Firenze. Minacce di questo tipo le ho già ricevute. Sia quando sono stato attaccato duramente perché avevo espresso posizioni di critica verso l’attuale amministrazione sia, nel ruolo di presidente del Consiglio, quando ho dimostrato la mia imparzialità nel gestire i lavori di aula, atteggiamento evidentemente non gradito. Renzi domenica ha detto che peggio della parola scissione è la parola ricatto. Un ricatto che la classe dirigente del Pd lucchese e fiorentino sta avallando”.
