Da: La Gazzetta di Lucca
Matteo Garzella non ci sta. L’azione di bonifica del campo nomadi portata avanti da Tambellini, proprio a ridosso delle elezioni, sembra non essergli andata giù viste le tempistiche “sospette” da campagna elettorale. Il candidato a sindaco di “Lucca, avanti tutta!” ha infatti criticato l’atteggiamento permissivo mantenuto dal sindaco, in questi cinque anni di mandato, nei confronti di un campo al centro di mille segnalazioni per le condizioni di degrado denunciate, a più riprese, al suo interno.
“Quella di via delle Tagliate non era accoglienza – ha tuonato Garzella -. Bisognava davvero arrivare in scadenza di mandato e in prossimità delle elezioni per vedere finalmente compiuta un’energica azione di pulizia e rimozione di quella che era ormai diventata una discarica a cielo aperto in prossimità del cimitero urbano, del campo e della palestra di atletica leggera? Non credo che permettere situazioni come questa, significhi accogliere con dignità e aprirsi al dialogo con comunità con cultura diversa dalla nostra che, anche se da sempre dimorano nel nostro territorio, per abitudini di vita diverse occupano spazi di marginalità”.
Garzella ha richiesto di fare chiarezza sui costi dell’azione di bonifica, chi dovrà sostenerli e, soprattutto, come sia stato possibile lasciar continuare ad esistere una simile condizione di degrado nonostante le diverse segnalazioni fatte a tal proposito da giornali e cittadini. Il candidato ha anche dichiarato apertamente quale sarà il suo impegno da sindaco nel caso venisse eletto.
“Da sindaco – ha incalzato – mi impegno fin d’ora a far rispettare leggi e regolamenti a chiunque, indipendentemente dalla provenienza e dalla cultura di appartenenza. Vivere nel nostro territorio non può prescindere dal rispettare le regole che con gli anni ci siamo dati. Non è né possibile né accettabile che si verifichino zone di degrado, fuori da ogni controllo, senza alcun rispetto delle regole, causando non pochi problemi di convivenza e di fruizione degli spazi pubblici vicini da parte di chi, in questo, non ha nessuna colpa e nessun peccato.
Garzella ha quindi sottolineato come, in realtà, i progetti seri di inclusione siano basati, a suo avviso, in primis sul rispetto della legalità e dei doveri collegati ai diritti, fondamenta su cui poggiare un corretto dialogo tra diversi modi di affrontare la vita. Da qui la critica feroce al campo nomadi di via delle Tagliate che, secondo il candidato, non avrebbe ragione di continuare ad esistere per come è strutturato attualmente.
“Nel rispetto delle regole da parte di tutti – ha detto Garzella -, gli spazi obbligatori per legge con questa destinazione devono garantire il rispetto di standard equivalenti al resto della popolazione e del territorio per giustificare la loro presenza. Credo che debba finire il modo assistenziale e fintamente paternalistico con il quale è stato affrontato negli anni questo argomento, ribadisco ancora una volta che solo il rispetto reciproco e delle leggi che devono – e non dovrebbero – essere uguali per tutti è il patto sociale grazie al quale possono essere individuati luoghi con queste definizioni d’uso.
Il mio impegno – ha concluso – è per una amministrazione che sia sempre vigile su questi fenomeni, agendo con fermezza in caso di mancato rispetto delle regole, per la dignità di chi sceglie di viverci e per quella di chi questa situazione troppe volte la deve solamente subire”.
Andrea Cosimini
