La luce della targa verrà accesa nuovamente a distanza di pochi giorni dall’ultima illuminazione per un a buona notizia che viene dalle Repubblica popolare cinese.
Il 22 agosto, infatti, una corte d’appello del Fujan ha annullato per insufficienza di prove la condanna a morte inflitta sei anni prima a Nian Bin, che nel 2008 era stato giudicato colpevole di aver avvelenato con un topicida sei persone, due delle quali poi decedute. In ciascuno dei tre appelli presentati ai tribunali cinesi, Nian Bin aveva denunciato di essere stato costretto a confessare sotto tortura.
