20 Nov 2013 | Interventi pubblici e discorsi
Lucca, Auditorium San Romano
20 novembre 2013
Signor sindaco, signori consiglieri comunali, cari consiglieri del CCRR, autorità, apro ufficialmente, con questo intervento a nome del Consiglio Comunale che rappresento, i lavori di questa seduta consiliare.
La seduta odierna del Consiglio Comunale, insieme all’iniziativa che seguirà relativa al conferimento della cittadinanza simbolica a 128 bambini di nazionalità straniera residenti sul territorio comunale, si inserisce nell’ambito delle iniziative organizzate per celebrare la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Questa seduta della assemblea elettiva cittadina è particolare in quanto vi partecipano oltre ai componenti del Consiglio Comunale anche i componenti del Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze. La convocazione di una seduta congiunta dei due organismi collegiali è stata fatta secondo quanto prescritto dallo Statuto del CCRR, modificato dal Consiglio Comunale lo scorso anno, che prevede appunto una riunione di questo tipo il 20 novembre di ogni anno. Diverrà quindi un appuntamento fisso incentrato sull’ascolto e sul confronto tra il Consiglio Comunale e i giovani consiglieri facenti parte del CCRR.
Il nostro intento infatti è quello di portare all’interno del processo decisionale amministrativo le indicazioni dei nostri giovani concittadini. Pensiamo infatti che alcune questioni generalmente affidate all’analisi del Consiglio comunale, possano trovare un esito migliore, e quindi sfociare in decisioni più efficaci, se tali problematiche sono osservate con lo sguardo dei più giovani, specie sulle materie di cui sono destinatari e protagonisti.
Il CCRR è pertanto un organismo concreto ed effettivo e non rappresenta un’esperienza di carattere simbolico e fine a se stessa. Rivolgendomi quindi ai giovani consiglieri vorrei dire loro che il lavoro che svolgono da quando sono stati eletti nella scorsa primavera e che li vedrà impegnati in attività fino al cessare del mandato, ha per noi, che rappresentiamo la comunità cittadina nel Consiglio comunale, una valenza fondamentale proprio perché vogliamo dare concretezza alle sollecitazioni e alle proposte che ci perverranno.
Tra poco, dopo gli interventi del sindaco e dell’assessore alle politiche giovanili, ascolteremo con attenzione le prime indicazioni operative elaborate in questi mesi nell’ambito delle riunioni del CCRR. Ci impegniamo da subito a valutarle con la serietà che meritano e a trasmettere ai nostri piccoli consiglieri un riscontro puntuale su quanto proposto. Ciò non significa che tutto ciò che verrà suggerito potrà essere realizzato, ma vi assicuro che non cadrà nel vuoto, verrà trasmesso alle commissioni competenti e troverà una risposta che conterrà le motivazioni dell’accoglimento o, in caso contrario, del diniego. Anche la risposta del Consiglio Comunale, infatti, ha un grande valore perché dimostra attenzione nei confronti di un’assemblea che rappresenta a tutti gli effetti un organismo del Comune, seppur la sua costituzione non sia prescritta dalla legge ma è scaturita da una libera scelta del Consiglio Comunale.
Oggi però non verranno solamente raccolte le proposte autonomamente elaborate, ma conferiremo ufficialmente due tematiche sulle quali il Consiglio Comunale intende ottenere un parere da parte del CCRR. Secondo quanto previsto dallo Statuto del CCRR, entro il mese di gennaio di ogni anno il Consiglio Comunale deve approvare una delibera contenente uno o più temi da sottoporre ai nostri piccoli rappresentanti. Proprio ieri sera, dopo una riflessione che ha coinvolto i componenti delle Commissioni consiliari Istruzione e Partecipazione, che ringrazio, il Consiglio ha stabilito che le tematiche per l’anno 2013/2014 saranno:
- ricognizione sugli spazi di aggregazione e di gioco
- funzionamento delle mense scolastiche e alimentazione
Consegno pertanto in modo ufficiale al presidente del CCRR la proposta di delibera che abbiamo approvato ieri, augurando buon lavoro e dandoci appuntamento tra qualche mese per raccogliere gli esiti della loro attività.
Il presidente del Consiglio Comunale
Matteo Garzella
5 Set 2013 | Interventi pubblici e discorsi
Seduta congiunta dei Consigli comunale e provinciale di Lucca
Lucca, Palazzo Ducale
5 settembre 2013
Signor Prefetto, signori consiglieri, signori assessori, autorità, signore e signori intervenuti,
apro ufficialmente i lavori di questa seduta congiunta del consiglio comunale e del consiglio provinciale di Lucca in celebrazione del 69° anniversario della Liberazione della città di Lucca, con un intervento condiviso con il presidente Palestini.
Ci piace sottolineare come l’iniziativa odierna sia da inserire in un percorso comune avviato da più di un anno dalle nostre assemblee elettive e dalle rispettive amministrazioni, tendente alla promozione della memoria storica riguardante gli avvenimenti che caratterizzarono, precedettero e seguirono il secondo conflitto mondiale.
In quest’ottica ci preme ricordare la visita istituzionale dello scorso febbraio alla Risiera di San Sabba, che fu un lager nazista, e alla foiba di Basovizza, e la celebrazione della seduta congiunta dei nostri Consigli presso il Real Collegio, che nel dopoguerra ospitò centinaia di profughi istriani, in occasione del Giorno del Ricordo.
Impegnarsi per la difesa della memoria non è un’operazione culturale fine a se stessa; la memoria collettiva, utilizzando le parole dello storico Jacques Le Goff, mira infatti a salvare il passato soprattutto per servire al presente e al futuro. E l’impegno delle nostre istituzioni su tali temi va proprio in questa direzione: cercare di commemorare e riscoprire gli avvenimenti che caratterizzarono il nostro passato, non solo per evitare che tali cadano nell’oblio, ma soprattutto per attualizzarne il significato a beneficio delle nuove generazioni.
La memoria collettiva è caratterizzata da fatti, personaggi, luoghi, monumenti e simboli da ricordare, celebrare e riscoprire. Le iniziative che abbiamo organizzato in questa giornata hanno voluto valorizzare gran parte di questi elementi al fine di commemorare nel modo migliore una delle date più importanti della nostra storia cittadina. La giornata è infatti iniziata con la deposizione di una corona presso il cippo commemorativo di Sorbano del Giudice, posto nel luogo nel quale i patrioti della formazione “Bonacchi” oltrepassarono combattendo lo schieramento tedesco per comunicare agli alleati che Lucca era stata liberata dalle forze di Resistenza, e chiedendo, pertanto, che la città non fosse bombardata.
Le iniziative odierne si inseriscono anche in un percorso commemorativo di coloro che ebbero l’onore, prima di noi, di amministrare le nostre istituzioni. E proprio perché la memoria collettiva si arricchisce anche dai segni lasciati a perpetua testimonianza degli avvenimenti storici che caratterizzarono una particolare epoca, come i monumenti, gli archivi e i musei, ci piace citare, in questa solenne occasione, le parole scolpite su una lapide che le autorità cittadine di allora affissero a una delle pareti dell’atrio di palazzo Santini, il 5 settembre del 1954, in occasione del decennale della Liberazione di Lucca:
Nel civico palazzo
Con le gloriose memorie della patria
Sia il pietoso ricordo
Di quanti durante una guerra invano deprecata
Caddero vittime di un infausto regime
E della associata violenza straniera
E il segno di memore riconoscenza
Per quei cittadini
Che nelle organizzazioni per la libertà
Mantennero pura la coscienza e salda la fede
A prezzo di ogni sacrificio
E della stessa vita
Oggi a distanza di anni i concetti che stanno dietro queste parole continuano a trasmettere un messaggio fondamentale, che consente a tutti noi di comprendere il valore del gesto compiuto dagli uomini e dalle donne che si contrapposero al regime nazi-fascista. In particolare nella sottolineatura del sacrificio affrontato da coloro che si impegnarono nella Resistenza, in nome della libertà e degli ideali dell’antifascismo, fino a mettere a repentaglio la propria vita. Diventare partigiani significava proprio questo, compiere una scelta di vita nella consapevolezza che veniva compiuta per una giusta causa, il cui raggiungimento da solo valeva il rischio di correre seri pericoli e di lasciare, forse per sempre, famiglie, studi, carriere professionali.
La seduta congiunta di oggi è particolarmente incentrata sulla figura di Carlo del Bianco e sugli studenti che insieme a lui condivisero proprio questa scelta. Ma vuole andare oltre, celebrando unitamente a Del Bianco e ai suoi studenti tutti coloro che contribuirono alla liberazione della nostra città e della nostra patria.
Nelle settimane scorse abbiamo ricordato il sacrificio di don Aldo Mei e l’eccidio della Certosa di Farneta dove persero la vita religiosi e civili. Il percorso del ricordo che il Consiglio comunale e il Consiglio provinciale proseguirà nel futuro sarà sicuramente caratterizzato dalla commemorazione di altri caduti civili, militari e religiosi. E già da adesso ci preme comunicare che siamo disponibili a raccogliere e valutare i suggerimenti di cittadini e di associazioni che intendessero collaborare con noi su queste tematiche.
Il presidente del Consiglio comunale
Matteo Garzella
30 Nov 2012 | Interventi pubblici e discorsi
Consiglio Comunale congiunto con i Comuni di Lucca, Altopascio, Capannori, Pescaglia, Porcari, Villa Basilica
Lucca, Teatro del Giglio
30 novembre 2012
Signori consiglieri comunali, signori sindaci, apro ufficialmente, anche a nome dei colleghi presidenti, questa seduta congiunta dei consigli comunali di Altopascio, Capannori, Lucca, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica.
Un cordiale e rispettoso saluto alle autorità che hanno accolto positivamente il nostro invito a partecipare a questa iniziativa, e agli alunni e ai docenti delle scuole che con i loro lavori animeranno la mattinata.
La Festa della Toscana è un’iniziativa istituzionale promossa dal Consiglio regionale della Toscana, e sviluppata sul territorio mediante il coinvolgimento dei consigli comunali e provinciali, che vuole rappresentare una solenne occasione per meditare sulle radici di pace e di giustizia del popolo toscano, per coltivare la memoria della sua storia, per attingere alla tradizione di diritti e di civiltà, che proprio nella nostra regione hanno trovato un forte radicamento e una convinta affermazione.
Una manifestazione nata e sviluppata per ricordare l’abolizione della pena di morte da parte del Granduca di Toscana il 30 novembre 1786. Un tema, quello della pena capitale, di assoluta attualità alla luce anche del fatto che ad oggi, su 197 paesi nel mondo, 58 ancora la mantengono in vigore. Nel corso delle varie edizioni la Festa della Toscana ha visto affiancare altri temi di carattere culturale e sociale a quello dell’abolizione della pena di morte. Quello di quest’anno, in continuità con il percorso avviato nel 2011, è “Una storia, tante diversità: ancora in viaggio”.
Per questa occasione i Comuni di Altopascio, Capannori, Lucca, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica hanno deciso di svolgere un consiglio comunale congiunto, un’iniziativa del tutto nuova per il territorio della Piana di Lucca, che mira ad unire la nostre comunità di riferimento, che seppur diffuse su un ampio territorio risultano naturalmente connesse fra loro, all’interno di una cornice istituzionale quale è quella delle assemblee elettive comunali, che costituiscono la massima espressione della rappresentatività popolare a livello locale. Un’iniziativa che quindi vede uniti i rappresentanti dei 6 consigli comunali nel riflettere intorno al tema assegnato quest’anno alla Festa della Toscana.
La diversità, il filo comune che appunto lega le varie manifestazioni che si svolgono in questi giorni all’interno del cartellone di eventi promossi dalla Festa della Toscana, è un tema sicuramente molto vasto che può prestarsi a letture molto dissimili fra loro. Spesso la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e “gli altri”. In questa giornata è nostra intenzione approfondire vari aspetti legati al concetto di diversità, da intersi piuttosto come una ricchezza, perché essa fa parte della storia di ogni uomo, attraverso la cultura, la tradizione, il territorio, i bisogni e le necessità. Ognuno nella sua diversità costituisce un mattone di una grande costruzione che è la comunità nella quale viviamo, che ha un valore immensamente più grande delle singole persone che la compongono.
In occasione della celebrazione di questo consiglio comunale congiunto abbiamo voluto che fossero gli alunni dei 14 Istituti comprensivi presenti sulla Piana di Lucca a riflettere sull’importante tema della diversità, e che essi, attraverso i lavori che qui oggi verranno presentati, stimolassero la riflessione delle istituzioni pubbliche operanti sul territorio e che hanno, fra gli altri, il compito di rimuovere le possibili barriere, sia culturali che materiali, che impediscono ancora oggi il pieno compimento dell’uguaglianza su cui è fondata la Costituzione repubblicana.
Un consiglio comunale doppiamente singolare, non solo perché è convocato congiuntamente da diversi Comuni, ma anche perché a parlare saranno soprattutto i nostri giovani concittadini.
Proprio per la centralità data dalla nostra iniziativa all’ascolto e al confronto con gli alunni delle scuole, i presidenti dei 6 consigli comunali hanno con estremo piacere voluto che al tavolo della presidenza di questa adunanza congiunta sedesse, partecipando alla conduzione dei lavori della seduta, il presidente del consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Porcari, un’istituzione che rappresenta una buona pratica di “democrazia in erba”, che mette al centro il protagonismo di bambini e ragazzi chiamati ad affrontare, proponendo soluzioni operative, le questioni generalmente demandate alle istituzioni rappresentative degli adulti.
Il programma della seduta vedrà dopo una prima esibizione a cura di due Istituti Comprensivi di Lucca, il saluto del sindaco del Comune di Lucca che ospita il consiglio congiunto, il saluto del presidente della provincia di Lucca, gli interventi introduttivi dei sindaci di Altopascio, e di Capannori che affronteranno in rappresentanza dei 6 sindaci dei Comuni coinvolti il tema oggetto della odierna seduta, e a seguire l’esposizione degli alunni degli altri Istituti Comprensivi della Piana. Al termine verranno consegnate ai rappresentanti delle scuole intervenute delle pergamene in ricordo della partecipazione a questo consiglio comunale.
Il presidente del Consiglio Comunale
Matteo Garzella
5 Giu 2012 | Interventi pubblici e discorsi
Signore e signori presenti, signor sindaco, signori consiglieri, spetta a me l’onore di aprire la consiliatura, dopo che i cittadini con il loro voto hanno deciso chi deve servire la comunità cittadina con responsabilità di governo e chi invece deve servirla nel ruolo dell’opposizione.
Dialogo politico
Stasera si apre ufficialmente un nuovo ciclo politico-amministrativo della nostra città.
È auspicabile, nell’interesse della collettività, che il Consiglio comunale, pur nel rispetto dei ruoli assegnati a maggioranza e opposizione, cessi di essere il luogo della mera contrapposizione politica, ma sappia piuttosto rinnovare la sua attività mediante un costruttivo confronto incentrato su quella funzione dialogica tra le forze politiche rappresentate al suo interno, troppo spesso accantonata. L’esperienza infatti insegna che la forza di una maggioranza risiede nel ricercare un confronto costruttivo con i rappresentanti dell’altra parte politica, senza sentirsi appagata della sua autosufficienza, e l’autorevolezza dell’opposizione discende dalla sua capacità di concorrere alle scelte che devono essere prese per il bene comune.
È naturale che le differenze di veduta vi siano, ma esse devono essere considerate come una ricchezza da mettere al servizio della città, all’interno di un confronto chiaro e leale che deve vedere protagonista quest’aula. Un confronto basato sul riconoscimento di una comune appartenenza alla comunità locale che noi tutti, indipendentemente dai ruoli che andremo a ricoprire nel corso di questa consiliatura e dalle appartenenze politiche individuali, siamo chiamati a rappresentare e servire al meglio delle nostre capacità.
Centralità del consiglio
È mio auspicio che i prossimi cinque anni siano caratterizzati da una piena centralità del Consiglio comunale come luogo di indirizzo, di programmazione e di verifica della vita politico-amministrativa del Comune, garantendo la necessaria dignità che spetta a tale istituzione. In questa aula dovranno essere prese decisioni importanti, nel rispetto delle funzioni e delle attribuzioni assegnate dal nostro ordinamento all’esecutivo, e i componenti dell’assemblea siamo certi che verranno messi nelle condizioni di esaminare e di confrontarsi nei tempi e con le modalità adeguate alla complessità delle pratiche amministrative loro sottoposte, le diverse questioni che verranno messe in discussione, oltre ad esercitare senza limitazione alcuna il diritto di iniziativa in tutte le materie di competenza del Consiglio.
Mi auguro, sempre nell’ottica della centralità che deve essere assegnata a questa assemblea, che il Consiglio sappia avocare a sé un più stretto controllo delle società partecipate dal Comune che generano servizi pubblici, in modo da verificarne e indirizzarne l’azione, garantendo in tal modo che esse producano tangibili benefici per i cittadini-utenti. Non è ammissibile, nel rispetto del primato della politica, che scelte determinanti per lo sviluppo del territorio vengano prese in luoghi diversi dall’istituzione legittimata dalla volontà popolare.
Astensionismo
La centralità del Consiglio potrà essere raggiunta in maniera compiuta solo se riusciremo a far riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica.
L’alto astensionismo registrato alle ultime elezioni deve far riflettere tutti noi, che da quella consultazione siamo risultati eletti, circa un evidente malessere diffuso nell’elettorato, caratterizzato da un apparente discredito dell’attuale classe politica. Sarà nostro dovere contribuire con i fatti, con una seria e puntuale azione amministrativa, a ricucire quel filo che lega i cittadini alle istituzioni, che a prima vista sembra essersi spezzato.
Amministrare un Comune in un tempo in cui tra i cittadini sembra crescere lo scetticismo, la disillusione, la critica verso le istituzioni, ci carica di una responsabilità aggiuntiva: riportare al centro del nostro agire la principale finalità di questa istituzione che è quella di servire umilmente la nostra comunità.
Riusciremo a raggiungere questo obiettivo solo se metteremo da parte le formule astratte che troppo spesso connotano le nostre discussioni e riporteremo al centro del nostro dibattito la vita delle donne e degli uomini che vivono nel nostro Comune, i loro bisogni e le loro aspettative.
Il confronto per la ricerca di soluzioni efficaci, la certezza e la prontezza delle risposte, la trasparenza del nostro operato sono gli unici antidoti veramente efficaci da contrapporre ai venti dell’antipolitica.
Partecipazione
La consiliatura che stasera inauguriamo ufficialmente segna una significativa cesura con il passato. Per la prima volta dal 1978 congiuntamente al rinnovo degli organi di governo dell’Amministrazione non sono stati rinnovati i Consigli di circoscrizione, soppressi per legge nei Comuni con popolazione inferiore ai 250.000 abitanti.
In questo mutato contesto, inevitabilmente il Consiglio comunale, che resta l’unica assemblea rappresentativa eletta a livello locale, dovrà cercare una maggiore vicinanza con la cittadinanza che vive nelle nostre frazioni, cercando, nelle forme che si riterranno eventualmente opportune, di raccogliere le istanze e i bisogni del territorio, funzione che veniva storicamente assegnata alle Circoscrizioni e ancor prima ai Consigli di Zona.
Da questo punto di vista è importante sottolineare come nel precedente mandato amministrativo, attraverso il concorso di tutte le forze politiche allora rappresentate nell’assemblea, il Consiglio comunale approvò un nuovo Regolamento sui diritti di partecipazione dei cittadini che, prevedendo la conclusione dell’esperienza circoscrizionale, intendeva disciplinare le modalità di esercizio dei diritti di partecipazione alla politica dei cittadini, singoli e associati, in ambito comunale, attraverso particolari strumenti e istituti.
Spetterà alla nuova Amministrazione e al nuovo Consiglio comunale definire lo spazio semantico del fondamentale concetto di “partecipazione dei cittadini”, che deve necessariamente essere collocato al centro del nostro sistema democratico e che caratterizzerà questa nuova fase politico-amministrativa della nostra città. Si dovrà quindi stabilire quali saranno le azioni da intraprendere concretamente per creare innovativi momenti di dialogo e confronto con la cittadinanza, in modo che la partecipazione civica non si limiti alla semplice espressione del voto in occasione delle elezioni amministrative, un atto che di per sé dura pochi secondi e che viene ripetuto a distanza di anni, ma possa finalmente espandersi verso un più costante incontro con le istituzioni, caratterizzato dalla possibilità per il cittadino di controllarne e dirigerne l’azione amministrativa.
In questo rinnovato contesto i consiglieri comunali avranno certamente, oggi in misura maggiore che nel passato, quando tale funzione veniva assolta in primo luogo dai consiglieri di Circoscrizione, un ruolo centrale nel rendere tangibile la vicinanza tra l’istituzione e il territorio. Un dialogo costante e continuo a cui il Consiglio è chiamato anche dallo Statuto comunale laddove si afferma che tale organismo «risponde alla comunità del buon andamento complessivo dell’ente».
Visione
Il nostro compito, e della nuova giunta municipale, non è solo quello di amministrare la nostra amata Lucca e il suo territorio, di gestire il quotidiano occupandosi della risoluzione dei grandi e dei piccoli problemi vissuti dalla cittadinanza, funzione di per sé assolutamente importante, ma quello di realizzare una visione chiara per il futuro. Saremo chiamati nei prossimi anni a formulare soluzioni a grandi questioni cogenti per la nostra città, in primo luogo la definizione dei nuovi strumenti urbanistici che conterranno le linee di sviluppo del nostro territorio per i prossimi anni.
Dovremmo ricercare un dialogo civico, che valorizzi la grande tradizione di solidarietà della nostra città, con le tante espressioni dell’associazionismo locale, al fine di trarre, da chi quotidianamente opera al servizio degli ultimi, valide strategie per la creazione di un welfare che non lasci indietro nessuno.
Nella definizione della visione della Lucca del futuro, sarà fondamentale riscoprire quel senso di comunità incentrato su un “noi” inclusivo, che sappia anteporre gli interessi di tutti a quelli delle parti. Una visione futura che sappia prendere spunto dal grande passato della nostra città e ne sappia valorizzare la storia. A tal proposito, un importante momento di riflessione sarà sicuramente costituito dalle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario dell’edificazione moderna delle Mura urbane.
Immaginare il futuro e agire affinché tale progetto si realizzi dipende da noi. È un delicato compito delegatoci dai nostri concittadini per il quale dobbiamo sentirci onorati, ma un compito molto complesso che dovrà essere affrontato, in modo serio e approfondito, da questo Consiglio comunale e dalle Commissioni consiliari, che andremo a formare prossimamente.
Crisi economica
La crisi economica e sociale che anche la nostra città sta affrontando costringe quotidianamente molte famiglie a fare i conti con una incertezza e una inquietudine sempre più diffusa. La difficile congiuntura che stiamo attraversando impone alle pubbliche istituzioni di far fronte alle richieste di aiuto e sostegno di famiglie e imprese, di lavoratori e giovani ancora fuori dal mondo del lavoro. In questa ottica, come ha recentemente affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «è essenziale che si rafforzi ed esprima oggi nel nostro paese a tutti i livelli il senso di una comune responsabilità e solidarietà sociale».
Il Comune può e deve fare molto in questo campo, a partire dalla velocità con cui determina i suoi atti, prende le decisioni e dà le risposte: la lentezza amministrativa grava, specie in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, sulla tenuta del sistema socio-economico, sulle imprese, sulle famiglie. Ci sono bisogni, citando due soli esempi, quali ottenere il pagamento di prestazioni effettuate a beneficio della Pubblica Amministrazione in tempi accettabili, per un’impresa, o quello di accedere ad un alloggio dignitoso nel quale vivere, per una famiglia, che sono fondamentali per la tenuta del nostro sistema, e per i quali il Comune deve adoperarsi in modo responsabile per formulare adeguate soluzioni.
Il fatto che noi tutti, Consiglio ed esecutivo, siamo chiamati ad amministrare la cosa pubblica in un momento talmente difficile e complicato per la nostra comunità, ci impone di effettuare uno sforzo aggiuntivo nell’espletare la nostra azione amministrativa con passione, dedizione ed onestà, e dimostrare, a coloro ai quali abbiamo chiesto il mandato per poterci occupare per loro conto di politica, di essere adeguati al ruolo che ci è stato affidato.
Chiusura
Un augurio di buon lavoro, infine, al sindaco e ai consiglieri comunali, testé proclamati, con la certezza che la dedizione e la passione con cui ciascuno assolverà al proprio compito istituzionale, unitamente al prezioso e indispensabile aiuto dei dipendenti e dei funzionari di questo Comune, consentiranno all’Amministrazione comunale di rispondere al meglio ai bisogni dei nostri concittadini e di essere all’altezza delle domande e delle aspettative della città.
Grazie.
Il Consigliere anziano
Matteo Garzella