Al via la mostra “Camicie rosse nella Grande Guerra”

33_Locandina_Mostra_Legione_GaribaldinaMercoledì 18 marzo 2015 viene inaugurata la mostra “Camicie rosse nella Grande Guerra. La legione garibaldina del 1914”, a cui il presidente del Consiglio Comunale invita tutta la cittadinanza. La mostra rientra tra le iniziative per il centenario della Prima Guerra Mondiale.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale successivo all’attentato di Sarajevo, l’Italia dichiarò la propria neutralità. Ma numerosi italiani decisero, comunque, di partecipare alla guerra offrendosi come volontari per battersi a fianco della Francia, la “sorella latina”, contro gli eserciti austro tedeschi. La famiglia Garibaldi, in particolare i figli di Ricciotti, sette fratelli che in Europa e nel mondo, avevano già dato ampie prove della loro volontà di battersi per la causa della libertà, sotto la guida di Peppino Garibaldi decidono di costituire una Legione Garibaldina. Al comando, Peppino Garibaldi. Inquadrata in tre battaglioni, la Legione Garibaldina risulta costituita da 53 ufficiali, 153 sottufficiali e circa 2000 soldati: molti di loro, sotto la divisa fornita dai francesi indossano la camicia rossa. Inviata al fronte nella zona delle Argonne, la Legione partecipa alle battaglie del 26 dicembre 1914 – Belle Etoile, in cui perde la vita Bruno Garibaldi, fratello di Peppino – e del 5 gennaio 1915 Four de Paris, dove muore Costante, un altro fratello del comandante. Questa formazione militare viene sciolta il 7 marzo 1915 in previsione dell’ormai prossimo intervento dell’Italia nel conflitto.

“Memoria di un esodo” nella sala consiliare

E_Memoria di un esodoUn gemellaggio tra Lucca e Pola. È quanto proposto da Matteo Garzella, presidente del Consiglio comunale, durante l’incontro, svolto a Palazzo Santini lo scorso 12 febbraio, con la comunità di Istriani a Lucca per la celebrazione della giornata in ricordo dell’eccidio delle Foibe e per la presentazione del libro Memoria di un Esodo. Istriani, Fiumani e Dalmati a Lucca, di Guglielmo Franchi, edito da Maria Pacini Fazzi. Molto sentita, la riunione che ha visto la partecipazione di consiglieri comunali e di una trentina di Istriani Lucchesi, è stata occasione per ricordare moltissimi dettagli e vicende umane di quell’esodo che condusse decine di famiglie dall’Istria e dalla Dalmazia a Lucca, cacciate dalla propria abitazione dai militari di Tito nel cuore della notte con solo gli abiti indosso.

Memoria di un Esodo è un libro scritto da un lucchese per cercare di capire, attraverso una conoscenza diretta fatta di documenti ma anche delle testimonianze di vita vissuta, il dramma degli esuli istriani fiumani e dalmati che dal 1947 giunsero anche nella nostra città. Un libro capace di scavare nei ricordi, nei canti, nei racconti e delineare un pezzo di storia così significativo, anche se per molti anni trascurato, per l’Italia e per la nostra città. Come sottolinea Matteo Garzella nella premessa al volume: «I ricordi di coloro che vissero l’esodo e la ricostruzione di quegli avvenimenti fatta da Guglielmo Franchi aiutano tutti noi a comprendere o meglio a cercare di comprendere una pagina di storia nazionale e cittadina per troppi anni caduta nell’oblio».

Per la vivacità con cui ancora oggi quelle persone animano la propria comunità, che ormai è completamente fusa con quella lucchese, e per dare ulteriore valore al ricordo dell’esodo, il presidente del Consiglio Comunale Garzella ha annunciato di voler avviare, qualora la proposta raccogliesse il necessario consenso di tutta l’amministrazione comunale, le pratiche per istituire un gemellaggio tra Lucca e Pola, la città da cui provenne il primo nucleo di profughi.

Giorno del Ricordo: un libro sugli esuli istriani, fiumani e dalmati

Dopo la deposizione della corona di alloro alla targa commemorativa posta sulla facciata del Real Collegio, nei cui locali fu allestito il Centro di raccolta profughi dove furono ospitati buona parte degli oltre 1.200 esuli giunti a Lucca, la cerimonia si è spostata nell’interno della struttura. Sotto il coordinamento del presidente del Consiglio comunale Matteo Garzella, hanno preso la parola le autorità cittadine, l’esule Sergio Maraschin e il direttore dell’Istituto storico della Resistenza Gianluca Fulvetti. Al centro delle celebrazioni la presentazione del libro di Armando Sestani pubblicato per volere del presidente Matteo Garzella.

Giorno della Memoria in ricordo di Ernò Egri Erbstein

Locandina evento

La Giornata della Memoria 2015 è stata celebrata, su iniziativa del presidente del Consiglio comunale Matteo Garzella, il 27 gennaio (evento aperto alla cittadinanza) e il 28 gennaio (iniziativa per le scuole superiori) alla casa museo di Lucca United presso lo stadio Porta Elisa.

Erno Egri Erbstein, mitico allenatore di calcio, della Lucchese degli anni ‘30 e del grande Torino, morto a Superga nella strage aerea del 1949, era ebreo e pertanto, a seguito della promulgazione delle leggi razziali nel 1938 dovette abbandonare l’attività sportiva. A parlarne, fra ricordi pubblici e personali, la figlia Susanna Erbstein.

70° anniversario della Liberazione di Lucca

Si è svolta a Palazzo Santini la seduta del Consiglio comunale in occasione del 70° anniversario della Liberazione di Lucca. Hanno partecipato numerosi sindaci dei comuni della provincia di Lucca e le alte istituzioni cittadine. Il sindaco e il presidente del Consiglio Garzella hanno consegnato delle pergamene all’arcivescovo Italo Castellani, al reduce della divisione Buffalo Ivan Muston e ai rappresentanti delle tre associazioni partigiane.

Il ricordo di Anselmo Marchi

143_Io e PalestiniIl presidente del Consiglio comunale Matteo Garzella, insieme al Capitano di Fregata della Capitaneria del Porto di Viareggio Emilio Del Santo, ha deposto una corona di alloro alla lapide che ricorda le gesta di Anselmo Marchi.

Nacque a Lucca l’8 giugno 1920. Ufficiale della Marina italiana, dopo l’armistizio partecipò, nel grado di Tenente di Vascello, alla riorganizzazione del Reggimento “San Marco”, nel quale ebbe il comando di una Compagnia di Arditi nel Battaglione “Grado”. Cadde al comando dei suoi uomini a Belvedere Ostrense il 21 luglio 1944, falciato da una raffica di mitraglia.